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GLI OCCHIALI, DA VISTA O DA SOLE, MA ''ALLA CAVOUR''

«Imagine all the people… indossare occhiali alla John Lennon», scriveva l’«Huffington Post» commentando una delle tendenze più forti viste sulle passerelle newyorkesi di pochi giorni fa. Ognuno ha i suoi miti e chiamerà il trend - l’occhiale tondo, sole o vista fa lo stesso - un po’ come gli pare. Per mezzo mondo quello è il segno distintivo dell’ex Beatle, per l’altro mezzo è l’unico orpello concessosi da Gandhi, per noi italiani nel pieno (si fa per dire) delle celebrazioni per il 150° dell’Unità quelle sono le lenti dell’unico nostro politico a non calare nei sondaggi, Camillo Benso conte di Cavour.

Alcuni diranno che è l’occhiale tipico degli intellettuali, altri aggiungeranno «comunisti» visti i testimonial Gramsci e Togliatti, peraltro il primo sdoganato e rilanciato sul palco dell’Ariston a Sanremo. Ma per gli under 20 che poco sanno di Camillo-Antonio-Palmiro, ma pure di John e del Mahatma, quelli sono solo gli occhialini di Harry Potter.

Quindi chiamateli come volete, purché sian tondi. Anche un po’ schiacciati, ovali, ristretti o dilatati, sono loro i protagonisti al Mido, il salone mondiale dell’occhialeria che si apre domani alla Fiera di Milano.

Tutti ci si sono cimentati. Giorgio Armani riedita il classico tondino che lanciò negli anni Ottanta, il marchio torinese Vanni dedica un’intera collezione «Alla Cavour», in dimensioni minime, nelle varianti classica marrone ma anche in rosso verde o blu. A New York si sono visti sulle passerelle di Diane von Furstenberg e di Victoria Beckham che, vi fosse sfuggito, ora fa la stilista. Ma a consacrare il trend ci voleva Lady Gaga che ha scelto ovviamente la versione più vistosa che c’è in circolazione (l’Yves Saint Laurent modello 6321/S).
Siccome però il «tondo» è per molti ma non per tutti (non sta, ovvio, sui visi tondi), per fortuna va molto la tendenza opposta: lo «squadrato». Per capirci, gli occhiali basici, neri, da «nerd» (l’italico secchione), resi più o meno caricaturali dallo spessore della montatura e dalle dimensioni delle lenti.

In contrasto con questa che - tondo o quadro - è una tendenza «minimal», ce ne è poi una sfacciatamente massimalista, esagerata, della serie «too much is never enough», il troppo non è mai abbastanza. Prada chiama la sua collezione «Minimal Baroque», ma di minimal ci sono solo i colori: sobri blu e bianchi, azzurri e neri. Il resto è tutto un ricciolo rococò che non tutte sapranno portare in giro con disinvoltura.

Lo stile rétro furoreggia un po’ in tutte le montature, maschili e femminili. Per lei e lui andranno molto gli occhiali da vista anni Cinquanta, quelli pensati per esaltare gli occhi come fossero parte del make up: ecco quindi che la parte superiore della montatura si fa spessa e nera a «riscrivere» le sopracciglia. Per le donne soprattutto le forme si allungano verso l’esterno e danno un effetto catwoman.

Ma il vintage c’è tutto: ci sono gli anni Sessanta in versione «Mad men»; quelli Settanta in versione a goccia o a fanale magari (per lui) da portare su un bel baffo; e ci sono, ovviamente, gli anni Ottanta con gli occhiali proporzionati alle dimensioni delle spalline, quindi giganteschi e strafottenti.
Ma se fino a qui non avete capito se parliamo di modelli «sole» o «vista», è perché abbiamo scordato di dirvi la tendenza principale: la differenza non c’è, basta cambiar lenti.

S. Ricotta Voza - La Stampa - marzo 2011

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